Memoria Passionis. Giustizia, Pace e Integrità del Creato come profezia per il nostro tempo
Questo testo propone una rilettura radicale e attuale del carisma passionista, mostrando come la Memoria Passionis non sia un ricordo devozionale, ma un criterio teologico capace di interpretare le ferite del mondo contemporaneo. In un tempo in cui «le crisi non si susseguono: si intrecciano», la JPIC emerge come la forma storica attraverso cui il Crocifisso continua a parlare dentro la storia.
L’opera sviluppa un percorso che intreccia Bibbia, Magistero, teologia contemporanea e carisma passionista, mostrando che giustizia, pace e cura del creato non sono temi moderni, ma la trama stessa della rivelazione. La Scrittura rivela un Dio che ascolta il grido degli oppressi e affida all’umanità la custodia della vita; il Magistero, dal Vaticano II a Papa Francesco, conferma che la fede si comprende solo dentro la carne del mondo; la tradizione passionista ricorda che la Passione è un evento vivo, che continua nei “crocifissi della storia”.
Il testo insiste che la JPIC non è un settore pastorale, ma la forma concreta della sequela: la carità che si fa giustizia, la fede che diventa responsabilità, la speranza che si traduce in trasformazione. Come afferma il documento, «la JPIC è il linguaggio con cui il Crocifisso parla al nostro tempo».
Ne emerge una visione in cui la vita religiosa è chiamata a essere memoria profetica: presenza che consola, denuncia, accompagna e genera speranza. La Memoria Passionis diventa così un modo di abitare il mondo ferito, riconoscendo in ogni sofferenza un luogo teologico in cui la rivelazione continua a farsi storia.
JPIC MAPRAESA.M.2026-03-18T15:59:59+01:00