San Paolo Danei della Croce nacque a Ovada (Alessandria) il 3 gennaio 1694. Dopo un periodo di vita eremitica, nel 1720 vestì l’abito religioso dedicandosi all’ascetismo e all’apostolato. Fu ordinato sacerdote da Benedetto XIII nel 1727.
   Discernendo che il peccato dell’uomo dipende dalla dimenticanza dell’amore di Dio manifestato nel Crocifisso, proclamò che la Passione di Gesù “la più grande e stupenda opera del divino amore… il miracolo dei miracoli di Dio… un mare di amore e di dolore”, è il rimedio più efficace del male.
   Guidato dalla Madonna che gli apparve con l’abito passionista indicandogli anche la divisa della nuova Congregazione, Paolo, insieme al fratello padre Giovanni Battista ora venerabile, fondò l’istituto dei Passionisti.
   Nel secolo dell’illuminismo e della dea ragione, egli indicò la via della salvezza nella debolezza e nella follia della Croce, croce della sapienza umana e forza dell’agire di Dio.
   Nel 1737 aprì sul Monte Argentario (Grosseto) la prima casa della Congregazione; nel 1741 Benedetto XIV approvò le Regole con rescritto e nel 1746 con Breve pontificio. Nel 1769 Clemente XIV che chiamava Paolo affettuosamente “babbo mio”, approvò l’istituto.
   Nel 1771, dopo molte sofferenze, Paolo salutò con gioia l’inaugurazione del primo monastero delle Passioniste aperto a Tarquinia (Viterbo).
   Nel 1773 aprì a Roma la casa religiosa dei Santi Giovanni e Paolo sul Celio, dono di Clemente XIV, premuroso protettore e benefattore incomparabile della Congregazione.
   Nel 1775 accolse con gioia l’ultima approvazione delle regole da parte di Pio VI.
   Pur avendo celebrato il matrimonio mistico nella sua giovinezza, Paolo visse una straziante aridità spirituale per circa cinquanta anni. Sperimentò prove durissime meritando di essere definito “il principe dei desolati”. Il suo desiderio di “essere crocifisso con Gesù”, si realizzò perfettamente. E lui, il mistico del Crocifisso, diventò il mistico crocifisso.
   Paolo si distinse per uno straordinario amore alla povertà, alla solitudine, alla penitenza. Fu venerato superiore generale dell’istituto finché visse; fu molto amato dai sommi pontefici.
   Apostolo instancabile, bevve dalle piaghe sanguinanti di Cristo sapienza e forza per il suo vivere ed operare. Ritenuto “uno dei più grandi direttori spirituali di tutti i tempi”, Paolo guidava le anime a vivere in nuda fede, a cibarsi “alla grande” della divina volontà, a morire misticamente a se stesse per rinascere in Dio.
   Favorito di frequenti estasi e di doni soprannaturali è considerato “il più grande mistico del Settecento”.
   Per la direzione spirituale e per il governo della Congregazione scrisse oltre 50mila lettere, pervenute a noi solo in minima parte.
   Morì a Roma il 18 ottobre 1775. Venne dichiarato santo il 29 giugno 1867.
   Il movimento suscitato da Paolo si è via via allargato. Oggi alcuni istituti di vita consacrata e molti laici impegnati vivono la sua spiritualità e lo amano con tenero amore di figli.


Preghiera


O Padre, che per promuovere la grata memoria della passione del tuo Figlio hai acceso di ardente zelo il sacerdote san Paolo della Croce, nostro Padre, fa’ che noi pure, animati dal suo esempio e sorretti dalla sua protezione, sappiamo guidare alla salvezza le anime dei nostri fratelli e ottenere con essi il frutto della redenzione.