Nata nel 1878 presso Lucca in Toscana, santa Gemma Galgani la povera Gemma, come amava definirsi lei, fin da bambina si applicò a meditare la Passione di Gesù Cristo, conducendo una vita di illibati costumi e anelando ardentemente al cielo.
   Rimasta orfana molto presto e accolta caritatevolmente in casa Giannini, una famiglia di elevati sentimenti cristiani, si consacrò a Dio con il voto di verginità e attese alacremente a percorrere la via della perfezione.
   Fu accesa di singolare devozione verso l’Eucaristia e verso Gesù crocifisso; il Signore le concesse speciali carismi soprannaturali. Suo direttore spirituale fu anche il venerabile padre Germano Ruoppolo, passionista.
   La santa visse una profonda vita mistica, aveva estasi frequentissime, parlava con commovente semplicità con il Signore e la Madonna, era in affabile famigliarità con l’angelo custode, ebbe molte apparizioni di san Gabriele dell’Addolorata che la chiamò “sorella mia”.
   Si offrì come vittima a Dio per la conversione dei peccatori e in riparazione delle infedeltà dei sacerdoti. Nel 1899 ricevette il dono singolare delle stimmate che si aprivano e sanguinavano la vigilia di ogni venerdì. Gesù la associò in modo del tutto particolare alla sua dolorosa Passione e alla straziante desolazione della Croce. Trafitta nell’anima e nel corpo. Supplicava: “Gesù quando mi vuoi fare regali, fammi soffrire. O crocifiggi l’anima mia, o fammi morire” . Diventò l’espropriata. Donò tutto. Dichiarava: “Io non voglio da Gesù che Gesù… Sono frutto della sua Passione, germoglio delle sue piaghe”.
   Morì a Lucca il sabato santo, 11 aprile 1903, invocando la Madonna: “Mamma mia, raccomando l’anima mia a te. Dì a Gesù che mi usi misericordia”. Venne dichiarata santa nel 1940.
   Santa Gemma desiderò ardentemente di entrare nel monastero delle religiose passioniste; ma, nonostante le sue ripetute e insistenti richieste, non vi riuscì sia per la malferma salute e sia per i fenomeni mistici che accompagnavano la sua vita quotidiana. Si distinse quindi come straordinario modello di santità nel mondo. Per questo il Movimento laicale passionista l’ha scelta e la venera come sua celeste patrona. Gemma infatti, “spirituale religiosa passionista”, come affermò il papa Pio XII, è una degna figlia di san Paolo della Croce e dolce sorella di san Gabriele dell’Addolorata.


Preghiera


O Dio, che hai reso la vergine santa Gemma Galgani immagine del tuo Figlio crocifisso, donaci per la sua intercessione di partecipare ai patimenti di Cristo, per meritare di essere associati alla sua gloria. Egli è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.