Il beato Lorenzo Maria Salvi nacque a Roma il 30 ottobre 1782 e morì a Capranica (Viterbo) il 12 giugno 1856. A 19 anni entrò nella congregazione dei Passionisti professandovi i voti il 20 novembre 1802; venne ordinato sacerdote a 23 anni il 29 dicembre 1805. La soppressione degli ordini religiosi lo costrinse a vivere fuori convento, ma Lorenzo non lasciò mai l’abito religioso e non interruppe mai il suo apprezzato ministero sacerdotale. Fu superiore attento ed esemplare ma consumò il più della vita nella predicazione di missioni popolari e di esercizi spirituali e nella direzione delle anime che numerose si affidavano a lui. La sua parola era efficace perché accompagnata dall’esempio di una vita santa e da molti fatti prodigiosi.
Caratteristica della sua spiritualità è la contemplazione di Gesù Bambino che a Pievetorina (Macerata) nel 1812 gli era apparso e lo aveva guarito da una grave malattia. Da quel momento il mistero di Betlem “il più dolce e il più soave dei misteri”, segna la sua ascesi personale e il suo ministero. Gesù Bambino occupa il centro della sua vita. Lorenzo si impegna con voto a propagarne la devozione, ne diventa l’apostolo fervente, lo scrittore inesauribile, ne realizza con le proprie mani simpatiche statuine; tutti lo guardano e lo indicano come “l’apostolo gigante di Gesù Bambino”, da lui chiamato affettuosamente “il mio imperatorino”. Con la sua immagine opera non pochi miracoli. Vicino al Bambino di Betlem, diventa anche lui bambino, nel senso migliore del termine. Libero da paralizzanti incrostazioni, Lorenzo vive in perenne stupore ricco di semplicità evangelica e di innocente candore. A questo atteggiamento guida le anime da lui dirette siano esse suore, sacerdoti o laici, Non tradisce però la sua vocazione passionista: nel bambino di Betlem Lorenzo adora il mistero dell’amore di Dio, vede chiaramente Gesù servo obbediente e redentore crocifisso. Il Signore lo favorisce del dono della profezia e delle estasi.
Dichiarato beato nel 1989 il suo messaggio è quanto mai attuale. Nato quando l’illuminismo aveva già offuscato molte menti e inaridito molti cuori chiudendoli al soprannaturale, Lorenzo continua a parlare di un Dio che per amore si fa bambino vestendosi di umanità, e invita tutti a camminare nella semplicità del cuore.


Preghiera


O Dio, che hai concesso al beato Lorenzo Maria, sacerdote, una conoscenza viva e penetrante del mistero del tuo Verbo fatto carne, nella devota contemplazione di Gesù Bambino, per sua intercessione, fa’ che anche noi, camminando per la via dell’infanzia spirituale, attingiamo nel tuo Figlio la vita senza fine. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.