San Vincenzo Maria Strambi nacque a Civitavecchia (Roma) il primo gennaio 1745. Giovanissimo sacerdote entrò nella congregazione passionista, accolto dallo stesso fondatore san Paolo della Croce.
   Vincenzo fu tra i più grandi missionari del secolo; si dedicò instancabilmente a promuovere tra il popolo la vita cristiana con la predicazione della Passione di Gesù percorrendo quasi tutta l’Italia. Per desiderio del papa predicò spesso nella città di Roma; da lui fu chiamato a dettare più volte gli esercizi spirituali ai cardinali, ai vescovi, ai prelati della curia romana e della corte pontificia, al clero della capitale. Era noto come “il predicatore passionista santo”.
   Vincenzo scrisse libri di agiografia e di devozione tra i quali molto apprezzato quello sul Preziosissimo Sangue verso cui il santo nutriva un amore straordinario.
   Eminente direttore di spirito, con il suo consiglio aiutò, tra gli altri, san Gaspare Del Bufalo, la beata Anna Maria Taigi, le venerabili Maria Luisa Maurizi e Maria Clotilde Adelaide di Savoia.
   Eletto vescovo di Macerata e Tolentino promosse con instancabile zelo apostolico la riforma del clero e del popolo, dimostrandosi un autentico pastore del suo gregge.
   Fu padre dolce ed esigente. Condusse una vita povera e penitente. I poveri furono la sua cura costante. “Essi sono i miei padroni“, diceva. “Io sono il loro economo”. Sua l’espressione: “Sentire il clamore dei poveri”, diventata poi di uso comune.
   Nei rivolgimenti politici del tempo, fu intrepido assertore della libertà della Chiesa, preferendo un ingiusto e doloroso esilio all’illecito giuramento di fedeltà alle usurpazioni napoleoniche. Rientrato in sede dopo quasi sei anni di esilio trascorsi a Novara e a Milano rifulse ancora per sollecitudine pastorale. Si oppose energicamente all’invasione di Macerata da parte di truppe straniere meritandosi il titolo di “padre della città”.
   Nel 1823 il papa Leone XII accettò a malincuore la rinunzia alla guida della diocesi presentata più volte dal santo. Lo volle però vicino a sé per spirituale conforto e come suo consigliere e confessore.
   Vincenzo morì a Roma il primo gennaio 1824, dopo aver offerto la sua vita al Signore in sostituzione del papa, gravemente malato. Dichiarato santo nel 1950, san Vincenzo riposa ora a Macerata dove fu pastore zelante per 22 anni.


Preghiera


O Dio, grande e misericordioso, che hai affidato al vescovo san Vincenzo Maria Strambi la missione di annunziare nella tua Chiesa le inesauribili ricchezze di Cristo crocifisso, concedi anche a noi, per sua intercessione, di crescere nella conoscenza del tuo mistero d’amore e di camminare nello spirito del Vangelo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.