Figlio del governatore pontificio della città, san Gabriele dell’Addolorata, nacque ad Assisi (Perugia) il primo marzo 1838.
   Giovane esuberante, esemplare e vivace, punto di attrazione per la sua festosità, compì lodevolmente gli studi liceali a Spoleto (Perugia). Aveva più volte pensato di abbracciare la vita religiosa, ma poi per vari motivi era restato ancora in famiglia. A 18 anni però dietro speciale invito della Madonna che gli parlò al cuore durante una processione, entrò tra i Passionisti nel noviziato di Morrovalle (Macerata).
   Si distinse per il carattere aperto e gioviale, la straordinaria devozione alla Madonna Addolorata, la pietà eucaristica e la fedeltà alla vita religiosa unita a un grande amore alla penitenza. Visse nella gioia. Una gioia che continuamente gli germogliava dentro, gli profumava la vita e che lui seminava attorno a piene mani. “La mia vita, scriveva, è una continua gioia… La mia gioia è quasi indicibile”. Il suo sorriso non venne meno neppure davanti alla morte.
   Morì a Isola del Gran Sasso il 27 febbraio 1862, confortato dalla visione dolcissima della Madonna mentre la invocava con affetto “Mamma mia, vieni presto”. Non era ancora sacerdote e non aveva ancora compiuto 24 anni di età.
   Gabriele disegnò il mosaico della sua santità compiendo con entusiasmo sempre nuovo gli impegni di ogni giorno. Diceva: “Dio non guarda il quanto ma il come; la nostra perfezione non consiste nel fare cose straordinarie ma nel fare bene quelle ordinarie”. Fu martire e poeta del quotidiano. Il quotidiano fu il suo pane, il semplice il suo eroismo, l’ordinario il suo canto. Tutto compiva con amore. Il suo direttore ne rivelerà il segreto della santità con una espressione lapidaria e felicissima: “Gabriele ha lavorato con il cuore”.
   Fu dichiarato beato nel 1908 da san Pio X e canonizzato da Benedetto XV nel 1920. Nel 1926 fu proclamato compatrono della gioventù cattolica italiana e nel 1959 patrono della regione Abruzzo. Presso la sua tomba sorge ora un grande santuario meta di numerosi pellegrini e centro di irradiazione spirituale. Strepitosi miracoli sono operati per sua intercessione.
   È il santo del sorriso e dei giovani. Molti devono a lui e al fascino della sua santità semplice e gioiosa la propria vocazione sacerdotale e religiosa.


Preghiera


O Dio, che con mirabile disegno di amore hai chiamato san Gabriele dell’Addolorata a vivere il mistero della Croce insieme con Maria, la madre di Gesù, guida il nostro spirito verso il tuo Figlio crocifisso perché partecipando alla sua passione e morte conseguiamo la gloria della risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.