+Madre Paola della Croce
  Defunta

La lunga storia di Madre Paola della croce, al secolo Salvi Dina, si riassume in poche date cronologiche.

  • Nacque a Campagnano, il 23 agosto 1917, da Giuseppe Salvi e Rosina Perazzola.
  • Entrò tra le monache passioniste in questo monastero di clausura, il 26 settembre 1936, aveva 19 anni.
  • Vestì l’abito passionista due anni dopo, il 22 febbraio 1938; in quella occasione prese il nome di «Paola della Croce», presiedeva la liturgia P. Gioachino dell’Immacolata Concezione, Consultore generale dei Passionisti.
  • Il 28 aprile 1939 emise la prima professione, nelle mani di don Ugo De Santis,
  • e il 28 aprile 1942 si consacrò definitivamente a Dio con la professione perpetua.
  • Si è spenta all’età di 97 anni.

 

La famiglia di Madre Paola

La nostra comunità ricorda con gratitudine la famiglia di M. Paola e i suoi parenti, per la loro generosità nei confronti di questo monastero, sotto ogni punto di vista, spirituale e materiale.

Infatti, oltre M. Paola, altre dieci ragazze, sue parenti strette, sono state monache passioniste qui tra noi, stabilendo così un forte vincolo spirituale tra la famiglia e il monastero.

La struttura stessa di questa casa è legata alla famiglia di Madre Paola. I suoi zii hanno donato il terreno e vi hanno costruito il monastero. I genitori hanno dato il loro contributo aiutando le monache nelle loro necessità, specialmente negli anni 30 quando era in atto la guerra. Essi hanno fatto tutto con grande generosità, spinte e sostenute dalla fede cristiana, come ci raccontano le consorelle che hanno potuto conoscere e sperimentare dal vivo questa realtà.

 

La vocazione delle sorelle Salvi

In quell’atmosfera di fede, sbocciava la vocazione delle due giovani sorelle, Candida e Dina, divenute M. Silvia e M. Paola. Quest’ultima desiderava di entrare nel monastero a 16 anni, ma solo a 19 anni poteva realizzare il suo sogno. All’inizio della sua vita monastica, il cambio del nome ha indicato il suo nuovo stile di vita, infatti, “Dina Salvi” è diventata “Paola della Croce”. Da quel momento la sua nuova identità è stata “monaca passionista”. Questa sua identità nasce dall’appartenenza speciale a Gesù crocifisso, che nella croce manifesta il suo amore per noi. Tale appartenenza non è derivata tanto da un atto di volontà umana, ma è nata da una chiamata a vivere una dimensione speciale dell’amore della creatura umana: amare Dio in modo esclusivo e amare i fratelli e le sorelle offrendo la vita per loro. Questo amore è chiamato dalla Chiesa “amore sponsale” che fa delle monache le “spose di Gesù” e che ha fatto di madre Paola la “sposa di Gesù”. L’espressione sta ad indicare che l’amore che vive una persona consacrata somiglia all’amore che esiste tra due coniugi che si amano veramente, che sono fedeli e che si donano reciprocamente la vita. Madre Paola è stata consapevole di appartenere totalmente a Gesù e di offrire la sua vita per la salvezza del mondo.

 

Madre Paola è stata felice di appartenere alla famiglia passionista, di essere figlia di San Paolo della Croce, il fondatore dei passionisti e delle monache passioniste. Per lei e per tutte le monache, questo legame spirituale è diventato prioritario e ha reso più profondi i vincoli naturali con la famiglia di origine. Questo ha testimoniato nella vita di ogni giorno.

L’identità di Madre Paola

In ogni occasione M. Paola si presentava come “Sr. Paola della Croce”, e lo diceva con un senso di orgoglio quasi a sottolineare il programma della sua vita, “dalla Croce di Gesù la salvezza per tutti”. Lei è stata attratta dall’amore di Gesù e ha risposto consacrandosi a lui come “sposa” e diventando così collaboratrice di Gesù per la salvezza di tutti. Questo programma di vita è la sintesi del nostro carisma (quella grazia speciale che ci rende capaci di vivere gioiosamente dentro il monastero) “fare memoria della Passione di Gesù”. L’incarnazione del carisma in Madre Paola è diventata testimonianza viva del dono della propria vita per il bene dei fratelli: specialmente negli ultimi anni ha accettato le varie sofferenze con serenità, pazienza e spirito di fede.

 

La sua testimonianza

Madre Paola ha vissuto quasi 80 di vita monastica, svolgendo, con amore e responsabilità, i vari compiti che le sono stati affidati. Come in ogni realtà della vita comune, ci sono le gioie e le sofferenze. Lei era molto generosa nell’aiutare le sorelle, soprattutto come infermiera, tuttavia non sono mancate delle incomprensioni, anche a causa della suo carattere forte.

 

 

Grazie, Madre Paola

Cara Madre Paola,

  • ora sei con Gesù che tu hai amato come tuo sposo,
  • per lui hai vissuto la tua esistenza,
  • intercedi per la Chiesa e per la tua famiglia di origine,
  • e, in modo speciale, per la tua famiglia passionista, affinché la nostra vita diventi segno dell’amore di Dio per l’umanità.
  • Grazie per la tua testimonianza di vita “nascosta con Cristo in Dio” per amore,
  • grazie per la tua fedeltà e gli esempi buoni,
  • grazie per il tuo sorriso,
  • grazie per il tuo “SI” nel vivere la sofferenza unita all’amore sacrificale di Gesù.
  • Grazie perché sei stata con noi.

 

 

Grazie a tutti voi

A nome della comunità

  • ringrazio sentitamente voi qui presenti,
  • e tutti coloro che ci hanno sostenuto specialmente nei momenti difficili, in qualsiasi modo.
  • Grazie ai parenti per Madre Paola e per la loro vicinanza.
  • Grazie al nostro vescovo e a Don Renzo, che lo rappresenta ed è nostro parroco.
  • Grazie ai nostri Padri Passionisti.
  • Grazie alle mie consorelle, che hanno condiviso la gioia e la fatica di questi anni.

 

Il Signore vi ricompensi.

 

 

 

Madre Margaret Corona, CP

Superiora del Monastero di Campagnano (RM)

 

Campagnano 2 dicembre 2014

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