Lettera del Superiore Generale per la festa di San Paolo della Croce 2014

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Festa di San Paolo della Croce 2014

Messaggio del Superiore Generale

Cari Fratelli, Sorelle e Amici della Famiglia Passionista,

Un saluto fraterno e una benedizione di pace in questa festa del nostro Fondatore, San Paolo della Croce.

In questo giorno di festa, mi sento portato a riflettere sul tema sottostante alla ispirazione avuta da San Paolo della Croce quando egli “vide” Maria non “con gli occhi del corpo, sebbene io fossi consapevole e capissi che lei era presente”, vestita con quello che sarebbe diventato l’abito Passionista. Una cara amica, Rosa Calabresi, condivide con noi ciò che Paolo stesso disse, descrivendo questa esperienza:

“Un giorno lui (Paolo della Croce) mi confidò: “Ho visto la Santissima Vergine vestita di nero con il segno sul suo petto, che è difatti quello che porto io stesso e che i miei religiosi devono indossare, la quale, con un amore che supera quello di una madre, mi disse: Figlio mio, vedi come sono vestita a lutto? Questo è per la dolorosissima Passione di Gesù, il mio amato figlio. Tu dovrai vestirti così e fondare una Congregazione i cui membri vestiranno così e faranno costante lutto per la Passione e morte del mio caro Figlio”.

In un frammento delle Regole del 1720, Paolo stesso scrive: “Dovete sapere, carissimi, che il motivo principale dell’andare vestiti di nero (secondo la ispirazione speciale che mi diede Iddio) è di esser vestiti a lutto per la Passione e Morte di Gesù.”

Mi sento spinto a riflettere su questo tema del “lutto – essere afflitti” perché sento che esso ha delle implicazioni per noi nella nostra testimonianza e missione. La mia preoccupazione non riguarda tanto l’indossare l’abito stesso, o la questione del colore (nero o bianco), il quale può variare a seconda del suo significato all’interno delle differenti culture.

Nella sua esperienza fondativa, a Paolo venne chiesto di fondare una Congregazione i cui membri avrebbero fatto costantemente lutto per la Passione e Morte di Gesù. Fare lutto, essere afflitti, è un fare memoria: un ricordare ancora, un rendere presente e percepire la perdita di qualcuno o di qualcosa, un fare esperienza di un profondo dolore. Ci sono molte persone e situazioni della vita per cui ci affliggiamo: a causa, per esempio, della morte o della partenza di qualcuno a cui eravamo molto vicini; per la perdita di un lavoro o di un apostolato, per il trasferimento ad una nuova comunità, per la vendita della propria casa paterna, per le vittime di tragedie o disastri…

Come Passionisti, siamo chiamati a vivere il lutto per la Passione e Morte di Gesù, ma non solo di quella avvenuta una volta e per sempre in quel preciso momento storico sul Calvario; ma anche a provare profondo dolore per la Passione e Morte (Memoria Passionis) che continua nei nostri giorni e nella storia di oggi: guerre e lotte, razzismo e odio, sfruttamento delle risorse umane e naturali, abusi di potere e di persone, rifiuti e abbandoni, povertà e ingiustizie. Non dobbiamo guardare troppo lontano per conoscere la realtà di queste situazioni nel nostro mondo globalizzato e nelle nostre singole società e ambienti. Avviene tutto attorno a noi.

Quindi mi chiedo: Come noi passionisti facciamo lutto (siamo afflitti) per queste persone e situazioni, sia quelle vicine che quelle lontane? Crediamo che la nostra afflizione sarà di sostegno e darà speranza e conforto a questa gente? Siamo attenti al volto sofferente di Cristo che emerge in queste persone e situazioni di sofferenza? Siamo pronti ad essere afflitti (a fare il lutto) con speranza, confidando totalmente in Dio che agisce con potenza dentro la nostra impotenza?



Celebrando la festa di San Paolo della Croce, uniamoci a lui nello stare ai piedi della Croce di Gesù, insieme con Maria, la Madre di Gesù, che ci ha dato la missione di fare lutto per la Passione e Morte di Gesù di ieri e di oggi. Il nostro dolore ci muova alla compassione in tutte queste situazioni e a stare con solidarietà accanto ai “crocefissi di oggi” dando il nostro semplice sostegno con una presenza silenziosa che dia conforto.

Come disse Gesù: “Beati coloro che sono afflitti, perché saranno consolati” (Mt 5, 4)

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Siamo consapevoli che la Passione di Cristo continua in questo mondo fino a quando Lui tornerà nella gloria.
Pertanto, condividiamo le gioie e i dolori dei nostri contemporanei
mentre camminiamo nella vita incontro al Padre.
Vogliamo condividere l’angoscia di tutti,
specialmente di coloro che sono poveri e dimenticati;
cerchiamo di offrire loro conforto e di sollevare il peso della loro sofferenza.
Cost. 3

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Per intercessione di San Paolo della Croce, e col sostegno della Madonna Addolorata, vi conceda Dio di conoscere il suo amore e conforto; che la Passione di Gesù sia sempre nei vostri cuori.

Fraternamente.

P. Joachim Rego, CP
Superiore Generale


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