Gesù sofferente nel rifugiato e nel migrante

Messaggio del Sinodo all’intera Famiglia Passionista

2014 General Synod Logo-ItaXV SINODO GENERALE
DELLA CONGREGAZIONE DELLA PASSIONE

ROMA, 12-21 OTTOBRE 2015

Messaggio del Sinodo
all’intera Famiglia Passionista

Gesù sofferente nel rifugiato e nel migrante

 

In questi giorni, i partecipanti al 15° Sinodo Generale della Congregazione della Passione di Gesù Cristo hanno preso coscienza della condizione dei rifugiati e dei migranti nel mondo di oggi. Le scene viste alla televisione di un gran numero di persone che, allontanatesi dalla loro patria, arrivano in Europa dalla Siria e dall’Iraq, ci hanno ricordato la sofferenza dei milioni di persone nel Medio Oriente, in Africa e in altre regioni, che son costrette a lasciare le loro case a motivo di guerre e di violenze, di povertà e di fame e dell’assenza delle condizioni minime per un’esistenza umana.

Gli appelli rivolti a tutti da Papa Francesco, ci invitano a rispondere come comunità e come singoli a questa grande crisi del nostro tempo. Nel suo messaggio per la Giornata Mondiale dei Migranti e dei Rifugiati del 2016, il Papa scrive: “La rivelazione biblica incoraggia l’accoglienza dello straniero, motivandola con la certezza che così facendo si aprono le porte a Dio e nel volto dell’altro si manifestano i tratti di Gesù Cristo. Molte istituzioni, associazioni, movimenti, gruppi impegnati, organismi diocesani, nazionali e internazionali sperimentano lo stupore e la gioia della festa dell’incontro, dello scambio e della solidarietà. Essi hanno riconosciuto la voce di Gesù Cristo: «Ecco, sto alla porta e busso» (Ap 3,20).”

La maggioranza dei rifugiati si sistemano in un paese che sia vicino alla loro patria. Un numero molto più piccolo intraprendono un viaggio lungo e pericoloso per terre lontane dove spesso non sono i benvenuti. Per molti di loro, il più grande desiderio è di ritornare nelle loro case non appena le circostanze permetteranno loro di farlo. Spesso, quando giungono in un nuovo paese, vengono incolpati per la loro situazione dalla gente che incontrano. Nel messaggio sopra citato, Papa Francesco continua dicendo: “Non cessano di moltiplicarsi anche i dibattiti sulle condizioni e sui limiti da porre all’accoglienza, non solo nelle politiche degli Stati, ma anche in alcune comunità parrocchiali che vedono minacciata la tranquillità tradizionale. Di fronte a tali questioni, come può agire la Chiesa se non ispirandosi all’esempio e alle parole di Gesù Cristo? La risposta del Vangelo è la misericordia.”

Consapevoli dei bisogni dei rifugiati e dei migranti, molti dei nostri fratelli e delle nostre sorelle passioniste e altri membri della Famiglia Passionista hanno dato il loro servizio in passato, e ancora lo fanno oggi, a queste vittime della violenza e della povertà, dedicando tutto se stessi ad accogliere Cristo che “sta alla porta e bussa”. I bisogni di coloro che arrivano in un nuovo paese come rifugiati sono molti e diversificati. Inizialmente può essere il bisogno di cibo, di vestiti o di un riparo. Imparare una nuova lingua e adattarsi al cibo e alle abitudini di quel paese, può risultare difficile. L’accesso al servizio sanitario, ai servizi sociali, alla consulenza legale sono tra i bisogni dei rifugiati e dei migranti. Integrarsi in una nuova comunità non è facile, ma la Chiesa non si lascia delimitare dai confini nazionali o culturali; noi sappiamo che tutti apparteniamo all’unica famiglia di Dio.

Ricordando le parole della Regola di S. Paolo della Croce che “l’amore di Dio sa essere molto ingegnoso, e lo si dimostra non tanto con le parole, ma con le azioni e gli esempi di chi ama” (Regole, XVI), incoraggiamo tutte le nostre comunità ad esaminare che cosa possano fare per sostenere coloro che arrivano nel loro paese o nella regione sprovvisti delle necessità basilari per vivere. Lavorando in armonia con la Chiesa locale e la Conferenza Episcopale, e con le organizzazioni umanitarie, ogni comunità dovrebbe cercare dei modi concreti in cui rispondere a questo grande bisogno. Le nostre Costituzioni ci dicono che: “Leggiamo in spirito di fede e di carità fraterna i segni dei tempi, sull’esempio di San Paolo della Croce che vedeva scolpito il nome di Gesù sulla fronte dei poveri” (Costituzioni passioniste, n. 72). Nella festa di San Paolo della Croce, preghiamo che l’intera Famiglia Passionista sia in grado di rispondere nell’amore a queste parole provocanti del nostro Fondatore.

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