Allagamenti in India. Relazione del Vice Provinciale THOM.

Cari confratelli,
Saluti dall’India. Spero che stiate tutti bene.
Vi scrivo questo messaggio per condividere con voi qualche notizia sulla presente situazione dell’inondazione in Kerala. Probabilmente avrete visto o sentito notizie preoccupanti su ciò che sta succedendo in questi giorni in Kerala.
Come saprete, questa è la stagione dei Monsoni in Kerala, in cui di solito piove – come si dice proverbialmente – “che Dio la manda”! Ma ciò che era iniziato come una normale stagione delle piogge si è rapidamente intensificata diventando un incessante e pesante acquazzone che è durato per tutti gli ultimi due mesi, causando massicce inondazioni un po’ ovunque.

A causa delle piogge intense, tutte le dighe di questo piccolo Stato (ci avviciniamo a circa 73 di esse) sono piene fino all’orlo, costringendo le autorità ad aprire le saracinesche. Questo, ovviamente, ha causato ulteriori inondazioni che, a volte, hanno raggiunto il secondo o il terzo piano delle case.
Oltretutto, a causa delle piogge incessanti ci sono state delle frane in molte aree, in cui intere famiglie sono state spazzate via.

Come conseguenza, centinaia di migliaia di famiglia hanno dovuto esser evacuate e alloggiate in campi o rifugi temporanei gestiti dal governo, dalla Chiesa e dalle organizzazioni di volontariato.
Fino a questo momento, hanno perso la vita 400 persone e parecchie centinaia in più sono in condizioni critiche. Devono esser ancora calcolati i danni causati dalla perdita delle proprietà, dei campi coltivati, del bestiame.

I nostri religiosi stanno tutti in salvo, sebbene ci siano stati alcuni danni alle nostre proprietà, specialmente a quella del nostro noviziato. I familiari di alcuni dei nostri religiosi son stati gravemente colpiti dagli eventi, ma nessuno ha sofferto o perso la vita. Per il momento sono stati tutti messi in rifugi temporanei. Parlando con alcuni di essi, mi hanno detto che loro dovranno ricominciare tutto da zero! Hanno perso praticamente tutto!
Pur non avendo ricevuto alcuna richiesta dal governo, le nostre comunità in Cochin e Palliport hanno messo a disposizione i nostri luoghi per ogni possibile ricovero temporaneo della gente. Per due giorni la nostra comunità a Palliport ha messo a disposizione i propri ambienti per alloggiare diverse famiglie.

La comunità in Cochin, sotto la guida di P. Johnson, economo locale, ha coordinato la raccolta e la ridistribuzione di materiali alle persone danneggiate. Lui ha ricevuto aiuto dalle pie donne del vicinato. Io credo davvero che il carisma della passione sia stata una forza che ha dato coraggio a tutti noi per affrontare la realtà a testa alta.
I danni collaterali e le perdine sono state stimate nell’ordine dei 100 miliardi di dollari. Sono stati danneggiati circa 50 kilometri di strada e 120 ponti sono stati spazzati via! Son sicuro che ci vorranno parecchi anni per riportare la vita ad una qualche forma di normalità nello Stato.
Man mano che le inondazioni si ritirano e la gente può ritornare alle proprie case, è necessario rimettere in modo il successivo stadio di intervento: la ricostruzione e bonifica. Tuttavia, ci sono ancora delle aree dove il livello delle acque è ancora molto alto impedendo alla gente di ritornarvi.

In mezzo a tutta la devastazione e sofferenza, una cosa che suona di buon augurio per l’India, la quale negli ultimi due decenni ha assistito a politiche scioviniste e basate sulla religione d’appartenenza, è il fatto che tutti quanti, sia il governo, sia le agenzie private, sia i singoli individui, senza curarsi delle caste, del colore della pelle o della religione, si sono messi a lavorare insieme per alleviare le sofferenze della gente. Con questo genere di generosità, cooperazione e apertura, son sicuro che potremo ricostruire le nostre vite. Grazie a tutti per le vostre preghiere e sostegno.

Fraternamente,
Paul Cherukoduth, C.P.
Vice Provincial