Il beato Eugenio Bossilkov nacque a Belene (Bulgaria) il 16 novembre 1900. Studiò tra i Passionisti prima in patria, poi in Belgio e Olanda. Il 29 aprile emise la professione religiosa; il 25 luglio 1926 venne ordinato sacerdote. A Roma frequentò il Pontificio Istituto Orientale laureandosi nel 1932. In patria fu parroco a Russe e a Bardarski Gheran; nel 1947 venne nominato vescovo di Nicopoli.
   Uomo di intensa preghiera e di vasta cultura, oratore notissimo, sacerdote di straordinaria ricchezza interiore e limpido come cristallo, era conosciuto e stimato non solo in Bulgaria.
   Nell’attività pastorale il beato precorse i tempi. Rivolse una attenzione particolare alla formazione religiosa dei giovani sui quali aveva un grande ascendente e dai quali era amato e seguito; diede vita ad attività sportive maschili e femminili; rese vivace e partecipata la liturgia preparando i cori parrocchiali di giovani e bambini; organizzò la catechesi; introdusse i corsi prematrimoniali; fu vicino agli ammalati e alle persone anziane; curò l’opera della santa Infanzia; istituì la mensa dei poveri; fondò un centro culturale per la lettura, la proiezione di film e per momenti ricreativi. Ricoprì la carica di presidente di varie associazioni.
   Benvoluto e stimato dagli ortodossi, fu con loro in continuo e rispettoso dialogo. Si trovava a suo agio con gli uomini colti come pure con le persone semplici e umili. Durante l’occupazione tedesca salvò la vita a molti ebrei. La Chiesa cattolica bulgara acquistò prestigio per la sua opera. Era ammirato e tenuto in alta considerazione dalle autorità dello Stato anche se erano contrari alla Chiesa cattolica.
   Nel 1948 fu ricevuto in udienza da Pio XII che abbracciandolo e benedicendolo al termine di un commovente colloquio, gli disse: “In Bulgaria l’aspetta la corona dl martirio”.
   Consigliato da molti a restare in Italia rispose: “Il pastore non può restare lontano dal suo gregge. Io devo soffrire quello che soffrono i miei sacerdoti e i miei fedeli”.
   Durante la devastante e feroce persecuzione stalinista venne arrestato; lo volevano capo di una chiesa nazionale e gli chiedevano di separarsi dal papa. Netto il suo rifiuto. Condannato a morte dopo un processo farsa venne fucilato l’11 novembre 1952. Prima di morire confidò ai parenti: “Muoio volentieri per la fede. Dite a tutti che sono restato fedele a Dio, alla Chiesa e al papa”.
   È stato beatificato il 15 marzo 1998. “Le tracce del nostro sangue, scrisse, sono garanzia di uno splendido futuro per la Chiesa in Bulgaria”.
   Nel 1999 la Suprema Corte di Cassazione bulgara ha annullato la sentenza di condanna del beato e ha riconosciuto ufficialmente la sua innocenza.


Preghiera


O Dio, che hai concesso al beato vescovo Eugenio Bossilkov di testimoniare col martirio la fedeltà a Cristo e al suo Vicario, conservando nella fede e nell’unità il gregge a lui affidato, donaci di vivere con coerenza la nostra fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.