Ristrutturazione della Congregazione
lettera di avvio
Carissimi confratelli,
Dio che agisce nella storia del mondo e del creato e la vivifica, ci chiama continuamente ad essere parte efficace della sua opera. Le indicazioni di Dio rintracciabili anche nei "segni dei tempi" illuminati e resi comprensibili dallo Spirito ci sospingono ormai con forza a prendere le decisioni adatte per dare nuova vitalità ed efficacia alla nostra missione.
Il Sinodo celebratosi a Roma nei giorni 26 novembre - 6 dicembre
Il processo-cammino della ristrutturazione sarà guidato dal Consiglio generale, ma dovrà avere il coinvolgimento di tutti i religiosi. Nell'incontro di fine febbraio con i Consultori abbiamo concordato un piano per concretizzare le decisioni del Sinodo.
Il processo si realizzerà in varie fasi per un periodo di otto anni con la
speranza di concluderlo con il Capitolo Generale del 2012. La prima fase
inizierà adesso fino al Capitolo Generale del 2006. Le tre fasi successive
saranno dall'ottobre 2006 fino al Sinodo Generale del
Abbiamo costituito una commissione per assistere il Consiglio Generale
nello svolgimento e nella realizzazione di questo processo. I membri della
Commissione sono P. Denis Travers, P. Adolfo Lippi e P. Nicholas Posthlewaite. Il P. Nicholas sarà
anche presidente della Commissione.
I tre obiettivi da raggiungere nella prima fase, quindi per il Capitolo Generale prossimo, saranno i seguenti:
- coinvolgere positivamente ogni religioso nel processo di rinnovamento spirituale e istituzionale che Dio ci sta chiedendo.
- Creare un processo pianificato che aiuti tutta
- Riformulare oggi la nostra visione passionista per il mondo di domani allo scopo di affrontare i cambiamenti che Dio ci ha messo davanti.
Per raggiungere questi obiettivi proponiamo i seguenti principi generali e un procedimento di attuazione.
1. Principi generali:
a) il
lavoro sarà basato sul dialogo, cioè tutta
b) dalle risposte pervenute a tali domande si formuleranno altre domande più specifiche
c) le suddette risposte saranno la base per il susseguente passaggio che dovrà portare ad avere gradualmente un quadro del processo con il contributo di tutti
d) la
partecipazione al processo dovrà portare tutta
e) Siamo convinti che questo processo, frutto di riflessione, dialogo e preghiera è necessario se vogliamo riproporre il particolare stile di vita passionista come modello per il futuro. Crediamo inoltre che tutto il processo, se vissuto con coscienzioso impegno, ci preparerà a raggiungere i possibili obiettivi che ci siamo proposti nel Sinodo.
2.
Oltre a tutti i religiosi della Congregazione sarà informata anche l'intera Famiglia
passionista, religiose e laici, sul processo di Ristrutturazione che stiamo
iniziando e che si svilupperà per i prossimi otto anni. Anche a loro proporremo
domande specifiche e potranno apportare preziosi contributi o critiche
positive. Anche
3.
Abbiamo chiesto a dodici religiosi passionisti di aiutarci, secondo la loro
personale visione, descrivendoci come immaginano, pensano, sognano che debba
essere
Ø a. Questi contributi potranno darci suggestioni e coinvolgimenti per il processo appena aperto.
Ø b. A fine maggio del 2005 verrà chiesto ai Consigli dei Superiori maggiori e a ogni singola comunità di presentare le risposte alle domande e le loro riflessioni per aiutarci a formulare i passaggi iniziali degli otto anni previsti per il processo.
Ø
c. Ricordo che in questo tempo si
celebreranno due Capitolo generali e due Sinodi.
Inoltre preciso che fino al Capitolo generale prossimo del 2006 non vi saranno cambiamenti concreti, ma sarà tempo di dialogo: liberi di comunicare le proprie idee per una visione più chiara del mondo e della nostra missione in esso.
Durante il periodo 2005-2006 cercheremo di impostare ed integrare il piano di preparazione al Capitolo generale 2006 con il processo di Ristrutturazione per raggiungere unità di intenti tra Capitolo Generale e Ristrutturazione.
Cari confratelli, potrà sembrarci un cammino complesso, ma iniziando a realizzarlo lo comprenderemo in modo sempre più chiaro. Saremo come il cieco di Betsaida, del quale parla l’Evangelista Marco (8, 22-26), al quale Gesù dopo avergli messo la saliva sugli occhi gli chiese: “Vedi qualcosa?” quegli alzando gli occhi disse: “Vedo gli uomini; infatti vedo come degli alberi che camminano … “. Gesù gli impose di nuovo le mani ed egli ci vide chiaramente.
Anche sul lago di Genezaret, dopo la risurrezione, Gesù si presentò sulla riva ai discepoli, ma non fu da essi riconosciuto. Non avevano pescato niente e Gesù l’invitò di nuovo a pescare: “Gettate la rete … e troverete … “. La gettarono e non potevano tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: “È il Signore!”. Riconosceremo anche noi il Signore ascoltando il suo invito, la “chiamata” alla Ristrutturazione, e operando. La collaborazione positiva di ogni religioso, comunità, vicariato, viceprovincia e provincia e di ogni appartenente alla Famiglia passionista, sarà il nostro cammino verso Emmaus. La dura settimana di Passione con il Venerdì santo e le tenebre improvvise: “Venuto mezzo giorno si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio” (Mc 15,33), sarà come il segno della morte, con Gesù, anche della vecchia alleanza per la nuova alleanza: è come il mistero pasquale, reso visibile anche con le tenebre in pieno giorno, che coinvolge il cosmo in una nuova creazione. Sarà un buio che invaderà anche il cuore e la mente dei discepoli tanto da non far loro comprendere gli avvenimenti e i piani di Dio “riguardanti Gesù il Nazzareno” condannato a morte e crocifisso. “Noi speravamo, diranno i discepoli di Emmaus, ma con tutto ciò è già il terzo giorno da quando queste cose sono avvenute … ma alcune delle nostre donne ci hanno messo in agitazione … essendo state al mattino presto al sepolcro … affermano che Lui è vivo. Alcuni di noi sono andati al sepolcro, e hanno trovato proprio come le donne hanno detto. Ma Lui non lo hanno visto. Ed egli disse loro: “O stolti e tardi di cuore … nel credere … non doveva il Cristo patire queste cose ed entrare nella sua gloria?” Poi riconosceranno allo spezzare del pane “il forestiero” Gesù che li aveva accompagnati per via ragionando con loro. “E avvenne che sparì davanti a loro”. Partirono senza indugio e tornarono a Gerusalemme: “Davvero il Signore è risorto!... non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino? … (Lc 35,13-35).
Il processo della Ristrutturazione è un cammino. Parleremo tra noi cercando di comprendere le vie di Dio e converseremo con il Signore; ci accadrà di partire da Gerusalemme (dalle nostre comunità e realtà presenti) iniziando il processo, forse sconsolati e tristi, ma il Signore ci parlerà, ci arderà il cuore lungo il cammino e ci aprirà gli occhi per farsi riconoscere.
Torneremo, come i discepoli di Emmaus, “senza indugio a Gerusalemme” per annunziare che il Crocifisso è risorto. È vivo!
Lo annunzieremo tra noi “riuniti” e al mondo: è la nostra Missione.
“Rimani con noi, Signore, si fa sera”.
Auguri di buona Pasqua a tutti i religiosi e alla Famiglia passionista.
Fraternamente.
P. Ottaviano D’Egidio, C.P.
Superiore Generale
Roma, SS. Giovanni e Paolo, 20
marzo 2005, Domenica delle Palme.