SANTA MARIA GORETTI
IL FIORE DI CAMPO
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Maria Goretti morì nell’Ospedale di Nettuno il 6 luglio 1902, dopo essere stata ferita mortalmente, con 14 coltellate, dal giovane Alessandro Serenelli, coabitante nella Cascina Antica di Ferriere di Conca, presso Nettuno, alle ore 15,30 del giorno precedente, 5 luglio 1902.
Ogni ricorrenza, soprattutto centenaria, è un forte appello a chi commemora l’avvenimento per recuperare quel necessario ed indispensabile rapporto con la propria chiamata alla santità. Si manifesta, così, anche quella naturale stima verso chi ha raggiunto obiettivi importanti, da un punto di vista spirituale, come quello della santità. Stimare un santo, cogliere il messaggio della sua testimonianza di vita cristiana significa rivivere sulla propria persona e nella propria esperienza di fede i valori trasmessi.
Maria Goretti, in appena 11 anni, 6 mesi e 21 giorni ha
raggiunto il massimo grado della santità, perché il dono della sua vita a Dio è
stato totale in un momento, come quello della violenza perpetrata nei suoi
riguardi, da un uomo accecato, in quell’istante, dalla passione carnale, nel
quale seppe scegliere il Signore, offrendo a lui la sua purezza, verginità, pur
di non commettere peccato.
Solo la grazia dello Spirito Santo così incisivamente operante in Marietta poté
trasformare questa piccola fanciulla in una martire della purezza e perciò
stesso in una piccola grande santa del XX secolo.
Il motivo di fondo in questa sua santità quasi "naturale" sta nei sacramenti
dell’iniziazione cristiana ricevuti da bambina. In particolare è stato il
sacramento dell’Eucaristia, ricevuto per la prima volta il 16 giugno 1901 nella
Chiesa di Conca, oggi Borgo Montello, la sua energia interiore, capace di
fronteggiare qualsiasi evento espressione del male. E’ la forza della fede che
Marietta acquista e potenzia alla scuola del divino Maestro e alla sorgente
della comunione con Dio nel sacramento dell’Eucaristia.
Le tappe di una santità straordinaria e eccezionale stanno espresse in alcuni significativi momenti della breve esistenza di Marietta.
= Nasce il 16 ottobre
1890 a Corinaldo (Ancona) da Luigi Goretti ed Assunta Carlini: una famiglia di
agricoltori.
= Il giorno successivo viene battezzata, con i nomi di Maria e Teresa, nella
Chiesa di San Francesco in Corinaldo.
= Per esigenze di lavoro, il 12 dicembre 1896, la famiglia Goretti lascia
Corinaldo e si trasferisce a Colle Granturco, presso Paliano, alle dipendenze
del Senatore Scelsi. Qui conoscono i Serenelli e rimangono in questi luoghi fino
al febbraio 1899, quando nuovamente l’intera famiglia Goretti trasloca, insieme
ai Serenelli, in alta zona d’Italia. Giunge a Ferriere di Conca, presso Nettuno,
per lavorare i campi alle dipendenze del Conte Mazzoleni e dove si stabilisce
definitivamente.
= Qui avvengono i fatti più dolori della vita di Marietta. Il 6 maggio 1900,
all’età di 41, muore il papà Luigi per malaria, essendo la zona paludosa. Qui
avviene il mortale ferimento per opera di Alessandro Serenelli, un giovane, più
grande della piccola Marietta, che si era invaghito di lei e cercava in tutti i
modi di indurla al peccato, fino al giorno della brutale violenza del 5 luglio
1902.
La tragedia si
consuma in una situazione di grave povertà morale da parte dell’aggressore e di
grande dignità spirituale ed etica non solo di Marietta, ma di tutta la famiglia
Goretti. Mamma Assunta doveva pensare a portare avanti la famiglia, una volta
che il marito era morto ed i bambini avevano bisogno del necessario.
Una vita di sacrifici di sofferenza e di stenti per mamma Assunta. Il primo
figlio nasce presto, dopo il matrimonio celebrato nella Chiesa dei Cappuccini il
25 marzo 1886. Si chiamerà Antonio, ma il bambino muore dopo appena 8 mesi di
vita. Poi è la volta di Angelo (18 agosto 1888); il 16 ottobre 1890 nasce
Marietta, "il fiore di campo" che cambierà radicalmente il destino della
famiglia Goretti.
A Corinaldo nasceranno anche gli altri due fratelli: Mariano ed Alessandro. A
Colle Granturco, presso Paliano, nascerà, il 22 febbraio 1898, la sorella
Ersilia; mentre Teresa, ultima figlia, nasce a Cascina Antica, il 2 febbraio
1900.
La famiglia è ormai al completo, anche se i problemi incominciano ad essere più grandi proprio in seguito alla morte di Luigi Goretti, il capo-famiglia. Senza presenza di una persona adulta in casa, la famiglia Goretti era più a rischio. Ma i sani principi morali, la profonda fede che accompagnava l’esperienza di tutti i componenti della famiglia Goretti erano garanzie certe per andare avanti anche nelle difficoltà più gravi.
Un esempio mirabile,
in poche parole, di come conciliare l’educazione, la fede, il lavoro. Assunta
Carlini, dopo la morte di Luigi, suo marito, prende in mano la situazione e
coadiuvata da figli, soprattutto da quella straordinaria creatura che è
Marietta, porta avanti la famiglia in quelle "paludi pontine", pericolose per le
malattie.
La solitudine delle famiglie, l’isolamento ambientale, il duro lavoro dei campi
creavano le condizioni psicologiche perché qualche persona andasse di testa e
non riuscisse più a dominare istinti e tendenze bestiali. Capitò proprio al
giovane Alessandro Serenelli che coabitava a Cascina Antica con la famiglia
Goretti ed aveva tutti gli accessi in casa per i buoni rapporti di vicinato e di
collaborazione nel lavoro dei campi.
La fiducia di mamma Assunta non fu ripagata in modo retto ed onesto da parte del
giovane, il quale pensò di poter approfittare della situazione, particolarmente
favorevole a lui di poter approfittare sessualmente di una giovane e attraente
ragazza, qual era Marietta Goretti. Quando decise di attuare il piano non si
attendeva il grande e coraggioso rifiuto della ragazzina. Da qui il gesto
assassino di sferrare sul corpo puro e fragile di Marietta colpi micidiali,
assassini, espressione di una furia diabolica, che non si poteva assolutamente
preventivare.
Primo caso ufficiale, si potrebbe affermare, all’inizio del Novecento, di "pedofilia" con il risvolto della morte della bambina.
Il dopo di questa tragica vicenda di cronaca nera è ben conosciuto. Fu riportato non solo negli atti giudiziari, ma anche nella storia di questo luogo. Alessandro viene arrestato, processato e condannato all’ergastolo. Poi il pentimento, poi la grazia, ed infine una scelta di vita diversa, quella della consacrazione a Dio, con diventare frate. Per Marietta la corsa in Ospedale nel tentativo estremo di poterla salvare. Non fu possibile. Le ferite erano profonde e mortali. Solo un giorno di agonia, ma prima di morire nelle piene facoltà di intendere e di volere, con il sostegno della grazia divina, Marietta perdonò di cuore il suo assassino e promise che avrebbe pregato per lui dal Paradiso.
La vita di questa ragazzina, assunta inizialmente a fatto di cronaca nera, subito diventò oggetto di studio da un punto di vista di fede. Dopo la sepoltura nel cimitero di Nettuno, un continuo pellegrinaggio alla tomba della piccola martire incominciò ad avviare una profonda riflessione sul coraggio dimostrato da questa bambina in una situazione di grave imbarazzo. Molti incominciavano a vedere in questo gesto un atto eroico, guidato dalla fede. Dopo 33 anni di attesa, di reperimento di testimonianze, comprese quelle della madre di Marietta e del suo assassino, il 31 maggio 1935 iniziò il processo informativo nella Diocesi di Albano, che si concluse con la canonizzazione di Santa Maria Goretti in Piazza San Pietro il 24 giugno 1950, alla quale parteciparono la madre e i fratelli di Marietta, nonché Alessandro Serenelli, ormai pentito e incamminato su altra via.
Per tutti Maria Goretti sia un forte appello a riscoprire il coraggio della fede e di essere cristiani oggi in un mondo segnato dalla tiepidezza e dell’indifferenza verso la fede. Una ragazzina di 12 anni, che ha saputo testimoniare la fede fino al martirio, pur di mantenersi pura e casta davanti a Dio ed alla propria coscienza, è un costante richiamo a giovani e adulti a seguire con coraggio la via del Vangelo e dell’abbandono fiducioso a Dio.
Padre Antonio Rungi
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