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Il Superiore Generale D E I P A S S I O N I S T I |
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PIAZZA SS. GIOVANNI E PAOLO 13 (AL CELIO) 00184 ROMA, ITALIA |
Messaggio del Superiore Generale della Congregazione della Passione
in occasione della Canonizzazione di P. Carlo di Mount Argus
Nel dare un messaggio in occasione del gioioso evento della Canonizzazione di questo nostro fratello, unitamente ai Provinciali di Olanda P. Leo Bos e d'Irlanda, P. Martin Coffee, non trovo migliore inizio che queste sue parole scritte dal Ritiro di S. Giuseppe in Londra il 7 ottobre 1873, con le quali egli consola nel modo seguente una persona che era stata colpita da afflizioni:
« Io spero che Ella sarà rassegnata alla Santa volontà di Dio, in questo piccolo dolore che La affligge. La croce portata con pazienza per amore di Dio è un grande aiuto per la salvezza eterna.
Ho fiducia che tutto si volga in vostro favore, come piacerà a Dio. Procurate di pensare ogni giorno per pochi minuti ai durissimi patimenti di Gesù Cristo ».
Queste parole ci ricordano che la vita di P. Carlo è stata segnata fortemente dalla croce, e con lui la via passionis giunge all'ultima stazione: la crocifissione e la morte. Ma la sua canonizzazione è immagine della risurrezione che Cristo comunica ai suoi servi fedeli e ci offre la speranza per il futuro dei nostri religiosi e dei cattolici nelle nazioni da Egli tanto amate: il Belgio, l'Inghilterra, ma soprattutto la patria Olandese e la cara Irlanda, ove riposa.
Il Crocefisso era per lui un libro che non perdeva mai il suo interesse, ma andava ogni giorno sempre più avanti nel suo studio: questo era il suo grande tesoro, e ben spesso lo si vedeva baciare le Sacre Piaghe di quel piccolo crocifisso che riposava costantemente nel palmo della sua mano.
Era poi una sua pratica frequente di raccomandare l'uso del Crocifisso: in una sua lettera a proposito di un uomo che si trovava in pericolo di morire fuori dalla comunione della Chiesa, egli consigliava tra altre cose di mostrare una immagine dell'Agonizzante Salvatore dinnanzi agli occhi dell'infermo, il quale nella sua indifferenza era indurito alla luce della Fede.
Ed in un'altra lettera diretta ad una Signora egli scrive: « Se la cara figliuola qualche volta diventa impaziente e grida, mettete nelle sue mani un Crocifisso, e ditele: Guardate, mia figliuola, come Gesù Cristo ha patito ».
Molti ricordano infine che quando celebrava il Santo Sacrificio e incontrava dei passaggi che facevano allusione alla Passione non poteva trattenere le sue lagrime. Il suo cuore si struggeva di compassione per Lui « che era ferito per le nostre iniquità ed ammaccato per i nostri peccati ».
Il messaggio che P. Carlo oggi rivolge alla Chiesa, alla Congregazione della Passione, al mondo, è quindi un invito forte alla fedeltà a Cristo anche a costo della propria vita. Un invito a vivere la memoria di Gesù Crocifisso, esistenza donata per il bene di ogni persona, che diventa nel passionista sorgente per essere a sua volta vita donata agli altri fino alla morte. Questo sperò Paolo della Croce quando scrisse: "I religiosi, morti a sé stessi, sono disposti a ricevere l'impressioni della divina grazia, sicché poi a suo tempo con cuore ripieno di amor di Dio possano intraprendere cose grandi per la di Lui gloria e per la difesa della S. Chiesa a costo ancora della propria vita, senza perdonare a stento, a fatica alcuna". (“Notizia del 1768”, Studi sulla Storia e Spiritualià Passionista, No.1, p. 17, #5)
P. Carlo, come cristiano e passionista, nei momenti poi in cui la fedeltà al Cristo esigeva eroismo, si è rivolto a Gesù nel Getsemani per impetrare, con la preghiera personale e con l'intercessione del nostro Fondatore S. Paolo, la forza per compiere la volontà del Padre celeste come si manifestava nelle esistenze di coloro che ricorrevano a Lui e per accettare di essere il chicco di grano che cade sotto terra per risorgere nella germinazione e alimentare la vita di altri.
In questo spirito di risurrezione, allora, che emana dall'evento della Canonizzazione di P. Carlo Houben vi chiedo di unirci in preghiera perché in Olanda, in Irlanda, in ogni nazione dove la Congregazione è presente, tutti i Passionisti annuncino con sempre maggiore coraggio ed entusiasmo e testimonino con la vita l'Amore Crocifisso: Cristo Gesù morto e risorto per noi.
Roma, 1 maggio 2007
P. Ottaviano D'Egidio
Superiore Generale