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45º Capitolo Generale dei Passionisti 45º Capítulo General de los Pasionistas 45th General Chapter of the Passionists |
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OMELIA 21 OTTOBRE
P. Gregor Lenzen C.P. VULN (Deutschland/Oesterreich) 21 ottobre 2006
Cari fratelli e sorelle,
il Capitolo volge al termine. Abbiamo trascorso insieme giorni di intensa preghiera e discussioni. Ci siamo sforzati di essere aperti allo Spirito Santo per conoscere la volontà di Dio circa la futura struttura della nostra Congregazione.
Le letture di oggi (Ef 1,15-23; Lc 12, 8-12) ancora una volta pongono davanti ai nostri occhi il fondamento su quale deve realizzarsi tutto il processo di ristrutturazione della casa della nostra Congregazione: Gesù Cristo.
Durante il Capitolo, considerando il nostro carisma abbiamo detto: il nostro carisma non è una filosofia, è una persona, Gesù, il Crocifisso. Per il nostro Fondatore, Paolo della Croce, era centrale la dimensione cristologica. Egli era intimamente conquistato dall’amore del nostro Salvatore e riconosceva in esso la medicina per guarire la malattia fondamentale dell’uomo, il peccato. L’annuncio di questo amore crocifisso era per lui il più efficace mezzo per condurre gli uomini alla conversione. E di conversione si tratta anche nel nostro processo di ristrutturazione che abbiamo iniziato. Lo scopo di questo processo di conversione è il rinnovamento della nostra vita in Cristo.
A tale proposito, hanno un grande ruolo due concetti che appaiono nelle letture odierne: conoscenza e testimonianza.
Innanzitutto, si tratta di riconoscere a quale speranza Gesù Cristo ci ha chiamati. Dobbiamo essere ogni giorno più consapevoli che Egli è il Capo della Chiesa e per questo è anche il Capo della nostra Congregazione. Di conseguenza, Nostro Signore Gesù Cristo è il principale portatore di speranza nel processo di ristrutturazione. Come Congregazione della Chiesa siamo parte del Suo corpo e dobbiamo essere da Lui interamente pervasi. E’, quindi, un’esigenza costante sulla via del rinnovamento quella di intensificare la nostra relazione con Cristo. Presupposto per conseguire questa profonda dimensione della ristrutturazione è l’illuminazione degli occhi del nostro cuore. Dio apre gli occhi del nostro cuore attraverso il Suo Spirito nella contemplazione.
La conoscenza acquisita nella contemplazione trova espressione nella coraggiosa testimonianza di questa verità nel nostro mondo. La contemplazione e la testimonianza profetica si fondono in profonda unità nell’ideale apostolico del nostro fondatore, Paolo della Croce. La testimonianza del Crocifisso rimarrà sempre il criterio fondamentale della nostra attività apostolica. Inoltre, la “follia” della Croce inevitabilmente ci porterà in conflitto con i “saggi di questo mondo”.
Quando, nei prossimi giorni, lasceremo nuovamente Roma per ritornare ai nostri posti di lavoro, dobbiamo essere persone in cammino che hanno una grande speranza nel cuore. Confidiamo nella parola del Signore: “…lo Spirito Santo vi indicherà che cosa dovrete dire”.
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