45º Capitolo Generale dei Passionisti

45º Capítulo General de los Pasionistas

45th General Chapter of the Passionists

 

 

 

 

 

 

 

Omelia

Solennità di San Paolo della Croce

Roma, 19 ottobre 2006

P. Ottaviano D'Egidio, CP

Preposito Generale

 

E’ una festa  di S. Paolo della Croce particolare quella  che celebriamo quest’anno di grazia 2006 in occasione del Capitolo generale, con la presenza di religiosi che rappresentano le numerose  parti del mondo dove vive e lavora la Congregazione passionista . E’ una gioia essere qui nella Basilica dove riposa il suo corpo e sono certo che anche lui, nostro Padre e Fondatore , vive la gioia dell’essere insieme per celebrare questa Santa Eucaristia.

La prima lettura che la liturgia ci propone è del profeta Isaia:“Lo spirito del Signore Dio è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe  dei cuori spezzati,a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno della misericordia del Signore…” (Is 61, 1). Gesù nel Vangelo applicherà a se stesso questo brano di Isaia: “Oggi si è adempiuta questa scrittura che avete udita con i vostri orecchi” (Lc 4, 21).

Gesù consacrato e inviato dal Padre porterà il lieto annunzio ai poveri ma assumendo le loro povertà; fascerà le piaghe dei cuori spezzati ma con le sue stesse piaghe e con il cuore squarciato dalla lancia del soldato (Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto. Gv 19,37); proclamerà la libertà degli schiavi e la scarcerazione dei prigionieri, ma prigioniero dei chiodi sulla croce, il supplizio degli schiavi; ha promulgato l’anno di misericordia del Signore con la solitudine estrema sul Calvario: “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?” e con il sarcasmo di quanti lo hanno voluto morto: “scendi e ti crederemo”, lontano da ogni umana  misericordia e pietà!

Ha preso su di sè le nostre colpe, si è addossato i nostri peccati, a migliaia gli sono precipitati nel cuore. Si è sostituito a noi nella condanna, “Lui è diventato noi” e la sua morte ci ha dato vita. È questo il mistero più grande dell’amore di Dio e della sua misericordia, “il miracolo dei miracoli dell’amore” chiamerà San Paolo della Croce, la Passione di Gesù. Ed è stato un dono dello Spirito Santo, un carisma comprenderlo e farlo diventare centro della sua vita e del suo apostolato e  per fondare la nostra Congregazione.

Comprese che l’unico rimedio per il mali del mondo fosse la Passione di Gesù contemplata e annunciata.

Scelse luoghi per fondare le case religiose, che chiamò “Ritiri”, in solitudine e immersi nel verde, perché favorissero col silenzio e il raccoglimento l’ascolto della Parola di Dio e la contemplazione. “Si fonderanno la case in solitudine, affinché i religiosi dopo essersi impiegati con apostoliche fatiche in procurare la divina gloria e la salute delle anime possano ritirarsi fuori dello strepito del mondo a raccogliere il loro spirito colle orazioni, con digiuni ed altri esercizi per infervorarsi sempre di più nell’amore di Dio”.

Ritornati dalle missioni e dai ministeri, invitava i religiosi, “a sostare ai piedi del Crocifisso” .

 La vita contemplativa doveva essere linfa vitale che animava i suoi figli e li formava autentici uomini di Dio, capaci di portare ai fratelli “crocifissi” nel mondo, l’esperienza ed il messaggio dell’amore di Dio.

Voleva , inoltre, che i suoi religiosi andassero ad evangelizzare nei luoghi più abbandonati e nei quali nessuno voleva andare, anche nelle maremme malsane e malariche. E lui stesso ne dava l’esempio.

La viva memoria  del Crocifisso, follia d’amore di Dio e Sua  sapienza , sarà la   ragione dell’ essere , della  vita e dell’ apostolato .di S.Paolo della Croce. E’ il Crocifisso che definisce la sua vita,il  carisma e la sua azione nella Chiesa e come per

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 lui deve esserlo per la Congregazione,per noi. Il Papa Paolo VI lo puntualizzò nel Messaggio inviato ai Passionisti , il 14 ottobre del 1975, nel secondo centenario della morte del Fondatore:  "A lode di S. Paolo, noi vogliamo far  risaltare come lui  propose per sé e per i suoi compagni di approfondire, predicare, vivere e amare , non un aspetto qualsiasi della nostra religione, ma  quello che in essa è il più profondo,il più santo,il più venerabile, cioè la Passione di Cristo.”

Noi siamo gli eredi di quella spiritualità e di quel dono dello Spirito Santo al Fondatore. E come lui dobbiamo essere presenti nelle “ maremme” dei paesi dove lavoriamo, per  riconoscere il volto del Crocifisso nei “ crocifissi “ di questo mondo ed essere solidali con loro  nella concretezza delle nostre scelte  .

La nostra Congregazione oltre ai tre voti monastici comuni a tutti i religiosi , emette un voto speciale : “ La nostra partecipazione alla Passione di Cristo, che è allo stesso tempo personale, comunitaria e apostolica, è espressa con voto speciale. Con tale voto ci obblighiamo a promuovere la memoria della Passione di Cristo con la parola e con le opere. Noi viviamo i consigli evangelici alla luce di questo voto e procuriamo di renderlo concreto nella vita di ogni giorno “.(Cost.6) . Le Costituzioni  ci dicono di “ promuovere la Passione di Cristo con la parola e con le opere “ e  “ di renderla concreta “  : non sono più sufficienti le sole parole e le buone intenzioni, ci sono richieste     “opere “ e “ concretezza” . Vivere la memoria passionis ci apre orizzonti inattesi. Il Capitolo generale è un momento di decisioni, è una opportunità che  Dio ci offre e che non possiamo perdere .

Lo stesso processo di Ristrutturazione puo’ essere uno strumento  per rafforzare la nostra vita spirituale e per  dare  nuova vitalità alla vita comunitaria e alla nostra missione, ma è necessario essere docili e  lasciarsi rimodellare dal soffio dello Spirito. Dobbiamo amare e rispettare il passato e la tradizione, ma non restarne prigionieri  Il coraggio e la forza ci vengono dalla parola di Dio che per noi è specialmente parola della croce. La croce è il motivo della nostra missione .Un Dio che parla di amore e perdono mentre sta morendo sulla croce  merita fedeltà e concretezza solidale verso i fratelli nei quali prende nome concreto. (Mt.25,40).

Questa è l’eredità che ci ha trasmesso S.Paolo della Croce e con la quale si è presentata al mondo la Congregazione passionista nei suoi quasi  tre secoli di vita.

Varie sono le Congregazioni e Istituzioni religiose che sono sorte nella Chiesa seguendo o ispirandosi al suo  carisma

Nel 1771 con la collaborazione della Ven. Maria Crocifissa di Gesù, fondò egli stesso il ramo femminile delle Claustrali passioniste , con il compito specifico di vivere quotidianamente nella contemplazione in sostegno dell’apostolato dei passionisti. Ancora oggi nei vari Monasteri presenti nel mondo c’è questo supporto spirituale all’apostolato della Congregazione. Inoltre le Suore passioniste di S.Paolo della Croce; Le religiose  Sorelle  della Croce e Passione di NSJ; Le Figlie della Passione e della  Vergine Addolorata; Le Missionarie Secolari della Passione ed altre.

Ma la forza dello Spirito non poteva  rimanere imprigionato tra le mura dei conventi e dei monasteri. San Paolo della Croce lo comprese bene , nelle sue  direzioni spirituali e nelle numerosissime lettere scritte anche ai laici e prima nacquero i “terziari”, gli “oblati”, poi soppressi, e nel 1775, anno della sua morte, la Confraternita della Passione. Essa iniziò  a Veroli in Provincia di Frosinone.e si  diffuse moltissimo,ma ora  anche se  è presente in vari luoghi è  molto diminuita di numero.

Ma il laicato che oggi  condivide lo stesso carisma della Congregazione e fa “memoria” della Passione del Signore ha preso nomi diversi nelle 58 nazioni dove la Congregazione è presente e lavora. È incoraggiante vederne la diffusione ed anche l’attuale  Capitolo Generale , oltre a quello del 2000, ha invitato a rafforzare questo settore. Dice un documento di Puebla che  il laico è un membro della Chiesa nel cuore del mondo e un membro del  mondo nel cuore  della Chiesa . E  noi possiamo dire che

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 il laico passionista è un membro della Famiglia passionista nel cuore del mondo e un membro del mondo nel cuore della Famiglia passionista.

Anche i giovani della Tendopoli che animano la liturgia di questa celebrazione eucaristica hanno un forte connotato passionista ed hanno presentato una Proposta al presente  Capitolo ,firmata da P.Francesco Cordeschi cp.loro fondatore ed animatore, per essere riconosciuti come movimento della Famiglia passionista.

Lo Spirito Santo incrementi il carisma anche nei laici, con la formazione, con la vita spirituale/apostolica e con il rispetto del proprio stato e specificità. La Congregazione passionista deve pensare i propri progetti spirituali e culturali anche in prospettiva della collaborazione originale che possono dare i laici.

Prima di terminare come non ricordare Maria ?

San Paolo della Croce aveva una forte spiritualità mariana,  affermava che la Passione del Figlio, Gesù, e della Madre formavano  un sola Passione. Paragonava i dolori de Maria al mare, diceva che “nella Passione di Gesù vi furono due mari di dolori, uno del figlio e l’altro della madre” ma formavano un solo mare di dolore e pertanto  Maria  è colei che conosce più a fondo il mistero della misericordia di Dio avendo sperimentato la sua passione. Sul Calvario,ai piedi della croce, è crocifissa in silenzio con lui, lei la madre del crocifisso che si dissangua nel cuore con lui. L’udrà gridare : “ Ho sete “, avrà un sussulto , ma non potrà intervenire come interveniva   a Nazaret quando Gesù aveva sete e le chiedeva dell’acqua . E pensò che a Cana avanzarono otri dell’acqua trasformata in vino pregiato da Gesù !

Ma ora Gesù le dona un’altra maternità: “ Donna ecco tuo figlio” .E dal suo essere di nuovo madre nasceranno i figli più stranieri: finalmente gli orfani, i derelitti,i peccatori incalliti avranno una madre in comune con Dio. Anche  Adamo ed Eva avranno una madre e perfino Giuda,se lo avesse voluto, avrebbe la più dolce delle madri . Un mondo nuovo nasce sotto la Croce.

Maria che ha osservato  la crescita di Gesù e che lo ha atteso con pazienza e fede nei suoi ritorni a Nazareth dalla sua missione nei tre anni di vita pubblica, per accompagnarlo poi a Gerusalemme ,accompagni  con il suo cuore di madre anche  la Congregazione nel cammino della Ristrutturazione.

San Paolo della Croce, nostro comune Padre e del quale celebriamo la festa ci apra il cuore alla speranza, ci incoraggi e ci rafforzi ad essere tutti, religiosi e laici, memoria viva della  Passione di Gesù  la “più grande e stupenda opera della amore di Dio”.