LE CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEL CARISMA PASSIONISTA

Documento di studio per il

Capitolo generale 45°

 

1. IL MISTERO DELL’AUTOSVUOTAMENTO DELLA TRINITÀ

LA REALTÀ ATTUALE, VIVA E PERMANENTE DI QUESTO MISTERO

Il nostro fondatore Paolo della Croce ha avuto un profondo senso dell’Amore trinitario di Dio dato a noi liberamente ed inesauribilmente. Questa intuizione motivò la sua vita iniziale e lo sviluppo successivo della sua vocazione, lo ispirò a fondare la nostra Congregazione e caratterizzò la sua testimonianza personale, la sua predicazione ed i suoi scritti spirituali per tutta la sua vita di passionista.

Il mistero più profondo dell’autorivelazione trinitaria di Dio è l’obbedienza del Figlio alla volontà del Padre fino al punto di consegnare se stesso alla morte e alla morte di croce. Questo mistero è il cuore di ogni mistica cristiana, che si dispiega da due mila anni, includendo la comprensione mistica del nostro fondatore Paolo della Croce.

Questo mistero continua ad essere rivelato nel mondo attraverso la vita di ogni essere umano.

Ogni uomo ed ogni donna sono chiamati a vivere ed a comprendere la propria vita all’interno di questo mistero trinitario. I Passionisti sono uomini e donne che si stringono l’uno all’altro per cercare di entrare dentro questo mistero e di testimoniarlo, come pure di aiutare altri a riconoscerlo in ogni esperienza personale ed universale.

 

2. IL CARISMA – UNA REALTÀ VIVENTE

La passione è la più stupenda realizzazione dell’amore di Dio nel mondo.

Il nostro carisma fluisce dalla vita, morte e risurrezione di Gesù Cristo ed è pienamente rivelato in Gesù. Quanto più pienamente e apertamente entriamo in relazione con Gesù, tanto maggiormente conosceremo il nostro carisma. Nello stesso tempo il carisma è una energia che ci viene comunicata attraverso la mediazione dello Spirito Santo e la si sperimenta in relazione con altri. Così noi possiamo sperimentare il carisma dentro e attraverso la nostra relazione con Gesù nella preghiera oppure attraverso la nostra vita religiosa comunitaria, la cura pastorale di altri, il radicale coinvolgimento la presenza e l’identificazione con coloro che soffrono.

Il carisma passionista è proclamato in relazione ad altre persone.

Esso viene condiviso nella vita e mediante la vita che noi viviamo e testimoniamo, come pure da ciò che diciamo e insegniamo e mediante il contatto pastorale. Quando noi stiamo vicino a coloro che soffrono dolore e fallimento, entriamo in una relazione che ci permette di manifestare il carisma e la sua verità centrale, cioè che le sofferenze di Gesù manifestano l’amore senza limiti di Dio e che, in questo senso, possiamo trovare speranza anche nella sofferenza.

 

3. IL CARISMA CI CONDUCE AD ENTRARE DENTRO LA VITA

Il carisma è una realtà di vita che dà forza al mondo.

E’ come una fontana che offre acqua viva a tutti quelli che desiderano ardentemente l’esperienza dell’amore di Dio nella loro sofferenza e che gridano come Gesù: “ ho sete”.

Come dono di Dio il carisma passionista è presente nel mondo nella sua piena forza ed è mentre è vivo nelle persone in qualunque situazione, è particolarmente evidente nei crocifissi del nostro mondo. Il carisma invita sempre uomini e donne ad abbracciarlo,

scoprirlo e viverlo nel contesto della loro personale risposta carica di fede a Dio.

Ogni persona deve abbracciare il carisma come suo proprio. Un incontro con il nostro carisma invita la persona alla conversione e veramente l’arrivare a comprendere che si può vivere la propria mediante la forza di un ‘carisma’, è in se stesso un dono di Dio. Come ogni grazia esso non si impone a noi. Esso viene offerto ed invita la persona ad assumere la responsabilità di esigere, di dare un nome e di celebrare il carisma come suo proprio. Molte persone vivono un carisma passionista nella loro vita quotidiana, ma non hanno le parole e la cultura spirituale necessaria per descrivere questa realtà centrale della loro vita.

Non per questo esse sono meno testimoni.

 

4. LA MEMORIA VIVENTE DELLA PASSIONE (Memoria Passionis)

La Passione – il più stupendo segno dell’amore di Dio per noi - ha il suo momento fondante nell’amore del Padre per l’umanità. Questo profondo amore è stato manifestato pienamente dall’amore di Gesù nella sua totale e sincera e disinteressata obbedienza alla volontà del Padre. La realizzazione di questo grande amore appare pienamente nella morte e risurrezione di Gesù.

I Passionisti fanno un voto che non è finalizzato soltanto al vivere, ma anche a promuovere la “memoria vivente” della Passione nel popolo. Perciò cerchiamo di vivere la vita quotidiana con la stessa sincera disponibilità a Dio che Gesù visse in relazione al Padre.

Questo voto esprime l’elemento distintivo della nostra Congregazione. San Paolo apostolo scriveva di se stesso: “Sono stato crocifisso con Cristo, non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me“ (Gal 2,19- 20). Gesù visse una vita di auto svuotamento (kenosi) e noi siamo chiamati ad essere una vivente testimonianza del dono dell’amore di Dio per noi che è Gesù.

Vivere questo significa abbandonare noi stessi alla mano amorosa di Dio. Significa che noi cerchiamo di essere aperti a fare la volontà di Dio non solo a conoscerla.

Il punto iniziale per tale abbandono a Dio è la percezione irresistibile che Dio mi ama. Questa conoscenza può essere acquisita soltanto attraverso la preghiera e per questo san Paolo della Croce volle che noi fossimo maestri di preghiera. Quindi il nostro Carisma ci incoraggia a “lasciarci andare” nelle mani amorose di Dio, anche nelle sofferenze e persino nelle circostanze tragiche. Questa è la via verso la pace, vivendo e condividendo con gli altri l’insegnamento di san Paolo della Croce secondo cui qualunque cosa accada viene dalla mano amorosa di Dio. Possiamo promuovere questo nella nostra vicinanza personale e pastorale agli altri, nella predicazione, per mezzo degli scritti e della direzione spirituale, nei nostri conventi e nella vita parrocchiale.

 

5. LA TESTIMONIANZA DELLA COMUNITÀ APOSTOLICA PASSIONISTA

Ogni Passionista oggi vive una vita basata sul Carisma e in questo senso rende testimonianza ad esso e lo manifesta ad altri. Conseguentemente, un’altra caratteristica essenziale del Carisma passionista è che esso viene vissuto nella concretezza di ciascuna vocazione passionista. Questa vocazione è una realtà relazionale: si vive il Carisma in rapporto con Dio, con gli altri, con se stessi e con il mondo. La nostra chiamata di religiosi è quella di vivere il Carisma nell’insieme di una comunità apostolica e con religiosi Passionisti professi. Nella nostra vita religiosa la povertà, la preghiera, la penitenza e la solitudine ci aiutano a costruire quella spiritualità che sostiene il vivere il Carisma.

La nostra predicazione, la cura pastorale, la guida spirituale degli altri ci permettono di portare il messaggio della croce al di là della nostra vita comunitaria a tutti quelli che ne hanno bisogno.

Quanto più profondamente identifichiamo la nostra vita e la nostra missione comunitaria con la vita di coloro che soffrono, tanto più profonda e immediata sarà la nostra testimonianza del Carisma e la sua proclamazione. Nella nostra vita di comunità apostolica passionista il Carisma passionista è come un mantello che protegge le nostre vite e il nostro ministero. Esso si fonde con la nostra identità personale indirizzando le nostre energie verso la gente più che verso le istituzioni. Vivere il Carisma richiede che ci ritiriamo di tempo in tempo in un silenzio creativo ed in una preghiera riflessiva, in modo da poter arrivare ad una consapevolezza di Dio in sé e negli altri e così contemplare il mondo al modo di Gesù. Nonostante ciò, le differenze sociali, i requisiti culturali, i ministeri individuali e i contesti locali influenzeranno e regoleranno la necessaria “tensione” tra ministero e solitudine.

 

6. LA TESTIMONIANZA NEL MINISTERO.

La nostra vocazione è quella di vivere e di promuovere la memoria viva della Passione di Gesù. Lo spirito di Dio sta guidando questa opera, noi ne siamo solo gli strumenti. Noi possiamo promuovere la viva memoria nel nostro apostolato e per suo tramite, ma questo deve essere un apostolato basato sulla contemplazione. Un’intuizione e un insegnamento fondamentali del nostro Fondatore erano quelli di trovare il tempo per stare in preghiera davanti al Crocifisso prima di andare verso i crocifissi nel mondo. In questo modo lo Spirito ci assiste nella sfida di definire il Carisma in modo da poterne parlare, riflettere su di esso e descriverlo a coloro che lo cercano.

Noi abbiamo un messaggio che “parla” alla più profonda, oscura, disperata parte dell’umanità, in modo speciale nelle situazioni di sofferenza, abbandono ed ingiustizia. In questo senso tutti i ministri danno espressione visibile al Carisma in atto, ossia nelle sue dimensioni di guarigione, di perdono e di profezia. Queste ultime però non sono il Carisma. Il Carisma è una forza di vita più profonda che può salire alla superficie e cambiare il “tono”, la “qualità”, l’”impatto” di tutto quello che facciamo. Quando operiamo insieme inoltre, il Carisma non è solo amplificato, ma la sua caratteristica relazionale traspare meglio. Noi condividiamo qualcosa che è intimo e guarisce la gente. Inoltre noi non abbiamo nulla da dare se non per mezzo di Cristo crocifisso e così dobbiamo consegnare i nostri cuori a Gesù. Il nostro messaggio alla gente è quello di “abbandonaci” e avere fiducia nell’amore di Dio e nella sua misericordia. Condividiamo con loro la percezione che soffrire non significa perdere la pace con Dio che Dio stesso osa condividere la nostra esperienza umana senza riserve o limitazioni.

 

7. IL CARISMA E LE VOCAZIONI LAICALI

S. Paolo della Croce volle che un movimento di laici cooperasse per la crescita del nostro carisma nel mondo. Egli collaborò da vicino con i laici, strinse molte amicizie e li associò alla sua missione durante tutta la sua vita. Numerose donne hanno seguito il Carisma e l’hanno testimoniato nella loro vita cristiana. Il nostro Capitolo Generale del 2000 espresse la convinzione che tutti coloro che desiderano stare con noi ai piedi della croce per contemplare l’amore di Dio e proclamarne la forza di salvezza ad altri debbano essere chiamati passionisti. Così molte persone laiche vivono il Carisma nell’ambito del matrimonio, della famiglia, della vita individuale e condividono il carisma con i “compagni di viaggio” (ossia con i religiosi professi) quando partecipano ai loro incontri.

 

8. IL NOSTRO CARISMA NUTRE LA NOSTRA SPIRITUALITÀ

Dobbiamo distinguere tra carisma e spiritualità: quest’ultima dà espressione al carisma e proviene da esso. Il carisma è la verità centrale della vocazione della persona: per la grazia della chiamata di Dio questa è attratta al Carisma, lo abbraccia, fabbrica una casa per lui nel profondo e vive delle sue ispirazioni. Al contrario, la spiritualità include tutte le maniere con cui la persona concretizza il suo rapporto con Dio, il quale è fondato sul carisma e si sviluppa attraverso preghiere, devozioni, scritti ed atti di fede, ecc.

In questo senso il Carisma passionista è stato “concretizzato” (o “incarnato”), cioè identificato, vissuto e proclamato in diverse maniere. Tra queste vi sono:

- l’esperienza e la vita di san Paolo della Croce.

- Le tradizioni e le Costituzioni della Congregazione

- Le diverse e nuove interpretazioni della vita religiosa passionista che sono emerse nei vari ambienti.

- Gli elementi che segnano la vita di una Comunità apostolica passionista ( ad esempio la vita comune, la povertà, la preghiera, la penitenza, la solitudine…).

- La vita dei Santi Passionisti.

- Le nuove incarnazioni che vari movimenti laici e la più ampia Famiglia passionista attuano nel mondo.

- Le esperienze vissute e la storia delle nostre Province e degli uomini che abbiamo incontrato

- L’esperienza di uomini e donne, laici, che fanno parte della Famiglia passionista.

Il carisma passionista è una realtà viva, dinamica, sempre in evoluzione. E’ il dono di Dio al mondo e non può essere confinato da quale parte o ristretto a qualche sua particolare accezione. Ogni volta che tentiamo una definizione del “Carisma passionista”, scopriamo che la sua realtà è più grande dei nostri concetti. Essa non può essere contenuta in una teologia, in una spiritualità o in una serie di devozioni o azioni.

 

9. IL CARISMA È COMPLESSO NELLA SUA RICCHEZZA E DIVERSITÀ.

Tuttavia, allo scopo di descrivere il Carisma, noi dobbiamo adottare un “punto di partenza”, una certa prospettiva od approccio. Vi sono numerose possibili prospettive per descrivere il carisma. La riflessione e l’articolazione che ciascuno può fare del Carisma può sorgere da:

- la prospettiva dell’apprendimento e dello studio;

- la prospettiva della preghiera;

- la prospettiva dell’impegno pastorale;

- la prospettiva della giustizia sociale;

- la prospettiva delle testimonianze della Sacra Scrittura e della Tradizione;

- la prospettiva di chi vive accanto al povero.

Comunque, per trattare adeguatamente tutta la ricchezza del Carisma passionista dobbiamo anche prendere in considerazione:

- le ricerche scritturali e teologiche;

- i fattori storici, cioè la tradizione e l’evoluzione della testimonianza del nostro Carisma nella Congregazione;

- gli aspetti liturgici e devozionali;

- le preoccupazioni ecologiche;

- i problemi della giustizia sociale;

- le nostre pratiche pastorali e la compassione così come è vissuta.

Riassumendo:

La nostra riflessione sul materiale che ci è stato presentato ci ha condotti ad un punto dal quale possiamo offrire le seguenti conclusioni. Si tratta, ovviamente, di un tentativo che ha per scopo di articolare le caratteristiche dell’identità di un Passionista. Offriamo perciò una sintesi di ciò che un Passionista per essere tale deve avere:

1. un atteggiamento di attenzione continua e orante al mistero trinitario, accompagnata dalla sua contemplazione;

2. la buona volontà di condividere con i compagni Passionisti l’impegno di tutta la vita per la testimonianza;

3. la prontezza nel ricercare la manifestazione in atto di questo mistero nella realtà contemporanea e particolarmente di essere solidali con coloro che si trovano in situazioni di alienazione e di oppressione;

4. un intenso apprezzamento della ricchezza della nostra spiritualità che si è sviluppata in tutta la storia passionista;

5. un umile riconoscimento che la presenza amorosa di Dio nel nostro mondo si manifesta nella vita di ogni uomo e di ogni donna, qualche volta riconosciuta ed espressa, altre volte nascosta o taciuta;

6. la disponibilità a permettere alla Croce di spronarci ad andare in quei luoghi dove noi possiamo spendere la nostra vita a servizio di questo mistero;

7. la buona volontà di servire ed essere una sfida per la Chiesa, in quanto movimento ecclesiale profetico di vita religiosa a servizio dell’auto-rivelazione di Dio nel mistero della morte di Gesù;

8. la prontezza a muoverci speditamente e a rimanere aperti e flessibili nell’onorare i moti dello Spirito che dirige le nostre capacità verso quei contesti in trasformazione dove la Croce di Cristo si trova piantata. Sei d’accordo con questa scheda riassuntiva?

Abbiamo incluso tutto quello che ti sta a cuore?

Che cosa altro dovrebbe comprendere questo schema perché esso possa favorire la tua comprensione?

Come personale preparazione al Capitolo Generale ti invitiamo a rispondere a queste domande e a preparare un breve documento riassuntivo che meglio esprima il tuo punto di vista.

 

APPENDICE: ALCUNI SUGGERIMENTI PRATICI

a. Un esercizio personale e comunitario: Ogni capitolare e Comunità sono invitati a riflettere su questa lettera, discuterla in comune e condividere assieme le proprie riflessioni;

b. Ognuno è invitato a prendere un passo dalle Sacre Scritture che riassuma meglio il nostro Carisma e pregare con questo passo nelle settimane che precedono il Capitolo;

c. Ogni Capitolare ponga a se stesso la seguente domanda:

Quali credi che siano le caratteristiche essenziali del nostro Carisma?